Fotografia Notturna

Tutti noi rimaniamo attoniti, volentieri per ore, col naso all'insù a guardare le stelle nelle notti di Agosto...affascinati dall'intrecciarsi dei concetti di distanza e di tempo, vagando con la fantasia o puntando il dito indice verso le costellazioni e i corpi celesti conosciuti.

Se tutti siamo in grado di apprezzare ed emozionarci alla vista della volta celeste, per chi vuole provare a portarne a casa un ricordo le cose, però, si complicano notevolmente!

Se avete mai provato a fare una foto, anche per curiosità, con una macchina fotografica compatta, anche appoggiandola saldamente al suolo, puntandola verso il cielo, difficilmente avrete ottenuto qualcosa di cui tornare a casa contenti. Nel migliore dei casi la foto sarà venuta una macchina scura, senza traccia di quello splendore che avevate davanti agli occhi.

I motivi dietro ciò sono diversi, e costituiscono i principi base della fotografia notturna.

 

LA LUCE

Ovviamente le stelle non sono l'unico soggetto per le foto notturne. A differenza della fotografia naturalistica diurna, in cui facilmente l'unica fonte di luce esistente è quella del sole, la composizione di notte viene creata con un insieme di luci, ognuna con il suo colore, la sua intensità, la sua posizione e la sua direzione.
Se non ci fossero le stelle, i lampioni, le luci delle case, i fari delle automobili, e (perchè no) i nostri illuminatori portatili, qualunque fotografia notturna verrebbe solo una macchia buia.

Per questo motivo, lo sfruttamento a fondo delle luci e della propria attrezzatura a disposizione permette di creare effetti di grande impatto per chi guarda, riuscendo a spingersi anche oltre ciò che l'occhio umano è in grado di vedere.

Infatti, mentre con la fotografia diurna la macchina fotografica si dimostra notoriamente inferiore all'eccezionale gamma dinamica dell'occhio umano (per ampliare l'argomento leggi qui), di notte la stessa macchina fotografica si trasforma in un'estensione della nostra capacità visiva, permettendoci di arrivare a "vedere" elementi che il nostro occhio non è normalmente in grado di percepire.

Questo perchè la nostra capacità visiva, per quanto estremamente estesa, è "limitata" ad una singola frazione di tempo. Con un paragone preso dal mondo video, è come se la nostra vita fosse un unico filmato ad altissima definizione, formato da un'infinita sequenza di singoli fotogrammi. Se vediamo una luce in movimento, pertanto, il nostro cervello percepirà una sequenza di istanti in cui la luce è ferma in ognuno di essi, in posizioni diverse.

Attraverso la macchina fotografica, possiamo scegliere di andare "oltre" questo limite umano, andando a "ingrandire o diminuire" questo "istante", che nell'occhio umano non può essere modificato.
In questo modo potremo ottenere l'immagine di una luce in movimento come una scia continua, di una paesaggio notturno illuminato dalla Luna come se fosse giorno, o impressionare sul sensore la luce di corpi celesti con una luce estremamente debole.

E' appunto di notte che questa possibilità diventa più realizzabile, in quanto la debole luce a disposizione ci permette facilmente di ottenere tempi di scatto anche molto lunghi.

 

LA MACCHINA FOTOGRAFICA : ISO  e RUMORE

Per sfruttare appieno le potenzialità della fotografia notturna è necessario munirsi di una macchina reflex. Questo perchè, a differenza delle macchine compatte o bridge, una macchina reflex permette di accedere a una quantità di impostazioni manuali molto maggiore, un rumore prodotto agli alti ISO molto più contenuto, e la possibilità di scegliere l'obiettivo ad-hoc per le proprie esigente permette ulteriormente di ottimizzare il risultato.

Una delle caratteristiche più utili alla fotografia notturna è infatti rappresentata dalla sensibilità ISO.

In tempo di fotografia a pellicola il valore della sensibilità era dato direttamente dalla composizione chimica della pellicola stessa, mentre nella fotografia digitale è una semplice impostazione selezionabile a menu, e rappresenta uno dei principali vantaggi della fotografia digitale rispetto al precedente mondo della fotografia analogica.

Per un approfondimento dei concetti base della sensibilità ISO vi rimando a questo articolo

Le moderne reflex digitali hanno notevolmente migliorato la loro tolleranza del rumore agli alti ISO, e la notizia positiva è che questo aspetto è uno dei maggiori fattori di demarcazione tra le varie "generazioni" di macchine fotografiche digitali.
Per questo motivo è lecito aspettarsi che, a parità di fascia di prodotto, i nuovi modelli che usciranno in futuro produrranno un rumore più contenuto, a parità di ISO, rispetto a quelli attuali.

L'ISO è anche un valore molto importante nella fotografia notturna; Per gli scatti a mano libera molto spesso diventa necessario utilizzare valori ISO molto alti, e questo non deve spaventare.

In genere, suggerisco di utilizzare un valore massimo di ISO pari ad uno stop in meno del massimo valore impostabile in macchina.

Questo significa che se la mia macchina fotografica mi permette di impostare un valore natitvo di ISO da 100 a 3200, in genere andrebbe usata fino a ISO 1600.

Se invece fotografate su treppiede, e non avete soggetti in movimento che vi forzano all'uso di tempi specifici, è sempre meglio utilizzare il valore ISO più basso a disposizione. Questo aumenterà anche di molto il tempo di scatto, ma vi permetterà di ottenere foto molto più dettagliate e con un rumore contenuto al minimo.

 

L'OBIETTIVO

Capita molto spesso di leggere o assistere a discussioni che esaltano e sottolineano l'importanza della luminosità degli obiettivi usati per la fotografia notturna. Ricordo che la luminosità di un obiettivo è indicata come il riferimento alla massima apertura del diaframma; e un'apertura maggiore significa maggiore quantità di luce che viene "assorbita" a parità di TEMPI e sensibilità ISO.

Io ritengo che l'importanza della luminosità di un obiettivo sia un fattore indiscutibile, ma che la sua imprescindibile necessità sia strettamente dipendente dal tipo di fotografia che si vuole intraprendere.

Se, ad esempio, si desidera scattare in prevalenza a mano libera, allora la possibilità di utilizzare un diaframma f/2.8 rispetto a un f/4 ci sarà molto d'aiuto, permettendoci (a parità di ISO) di dimezzare il tempo di esposizione. Se in più ci viene in aiuto anche uno stabilizzatore ottico, possiamo raggiungere tempi di esposizione ancora più bassi.

Se, invece, non vi crea problemi il portarvi appresso un treppiede, l'importanza dell'apertura massima diminuisce.
Con un treppiede, a meno di soggetti in movimento, possiamo concentrarci sulla profondità di campo (diaframma) e sulla nitidezza dell'immagine (ISO) , a discapito del tempo di esposizione.

Infine, con soggetti in lento movimento (tra cui anche le stelle), dovremo comunque utilizzare sia il treppiede sia valori ISO molto alti, in quanto il tempo che abbiamo a disposizione per lo scatto deve rientrare all'interno dei limiti di tempo del movimento del soggetto.

 

LA MESSA A FUOCO

La messa a fuoco è un altro degli aspetti più critici della fotografia notturna.

Per quanto avanzate che possano essere le moderne macchine reflex, al diminuire della lumonisità della fonte di luce l'autofocus delle macchine fotografiche diventa sempre meno preciso.
In casi di fotografia street l'autofocus è ancora utilizzabile, ma nel caso si desideri esporre un cielo stellato l'autofocus non sarà di alcun aiuto.

Perciò in molti casi è necessario passare alla modalità di FUOCO MANUALE, andando quindi ad agire manualmente sulla ghiera della messa a fuoco dell'obiettivo.

Quando l'autofocus non risulta utilizzabile, l'unica possibilità di controllare la correttezza della messa a fuoco manuale è quella di fare tanti scatti, controllando sul display della macchina fotografica la precisione della messa a fuoco dopo ogni singolo scatto, e affinandola di conseguenza per lo scatto successivo.

 

L'ESPOSIZIONE

Normalmente le moderne macchine reflex hanno un tempo massimo di scatto impostabile in camera di 30".
A meno, però, di situazioni in cui i tempi massimi utilizzabili sono vincolati da soggetti in movimento,in fotografia notturna è facile dover oltrepassare questo limite, affidandosi alla modalità BULB (clicca qui).

In questi casi, però, diventa più complicato conoscere il tempo di esposizione adatto per ottenere l'effetto desiderato.

Come porre rimedio? Non c'è una sola risposta a questa domanda, ma questo è il metodo che personalmente uso di più:

Imposto la macchina in modalità a priorità di diaframmi (A su Nikon, AV su Canon).
In base alla condizione di luce scelgo un valore si sensibilità ISO il più elevato che posso.
Data la scena, imposto il valore di diaframma sul valore desiderato, e scatto la prima foto.
Controllo quindi sul display se la foto risulta sovraesposta o sottoesposta, e cambio i valori di ISO o DIAFRAMMA di conseguenza.
Una volta ottenuta la foto esposta correttamente (non vi preoccupate se l'immagine apparirà sgranata, dato l'alto valore ISO utilizzato), annotatevi il valore di TEMPO che ha calcolato la macchina.

A questo punto dovrete "ricalcolare" l'esposizione corretta per ottenere la stessa foto con la migliore qualità possibile.
La qualità migliore si ottiene sempre al valore ISO più basso (in genere 100 o 200), per cui, a meno di soggetto in movimento, a questo punto, imposto questo valore.
Passo in modalità M (manuale) e reimposto il diaframma al valore che avevo utilizzato in modalità A/AV.
A questo punto devo calcolare il tempo esatto di esposizione per ottenere la stessa foto che avevo ottenuto in precedenza, con il nuovo valore di ISO.
Il calcolo è molto semplice: basta contare la differenza di stop degli ISO dal valore di partenza a quello di arrivo, e aggiungere lo stesso numero di stop al valore di tempo calcolato in precedenza.

Sembra difficile? Un esempio vi mostrerà che non lo è! :-)

Ipotizziamo che in modalità A(o AV) avevo ottenuto la foto desiderata con queste impostazioni:
ISO 1600
diaframma f/5.6
tempo (calcolato) di 2s

poichè il soggetto non è in movimento posso a questo punto impostare ISO 100 per la massima qualità di immagine.
La differenza tra 1600 e 100 è di 4 stop (1600->800->400->200->100)
Per cui, in modalità M, dovrò aggiungere 4 stop al valore di tempo calcolato in precedenza.
2s->4s->8s->16s->32s

Il mio scatto definitivo avrà quindi questi parametri:
ISO 100
diaframma f/5.6
tempo 32s

 

IL TREPPIEDE E GLI ALTRI ACCESSORI

Tra gli accessori immancabili nella fotografia notturna al primo posto c'è sicuramente il treppiede. Dal momento che i tempi di scatto sono normalmente molto lunghi la possibilità di utilizzare un solido treppiede permette di stabilizzare al melgio la macchina fotografica. Io attualmente uso un Manfrotto 190 XPROB e mi sono sempre trovato bene, anche per la sua facile trasportabilità.

Tra gli altri accessori che ritengo particolarmente utili ci sono gli scatti remoti. Io utilizzo il Nikos Timer Phottix (link), ma su Internet se ne trovano di diversi tipi, del tutto equivalenti, a prezzi veramente bassi. La grande comodità di questi scatti remoti è non solo quella di comandare a distanza l'otturatore, evitando così di trasferire alla macchina le vibrazioni impesse dalla mano, ma anche di poter programmare la macchina per effettuare tot scatti in sequenza, eventualmente distanziati di n secondi l'uno dall'altro. Questo accessorio è particolarmente utile per la realizzazione di startrail (leggi qui).

Per chi si vuole addentrare nella fotografia naturalistica notturna, in genere in alta montagna, è necessario munirsi anche di buoni illuminatori notturni. Io personalmente uso in prevalenza una headlamp della Petzl che preferisco alle varie torce manuali in quanto lascia libere entrambe le mani.