Fotografare le Stelle

Per chi ama l'astronomia, per chi ama la notte, per chi ama la natura, per chi ama la mitologia delle costellazioni, o semplicemente per chi ama rimanere affascinato alla vista di un cielo stellato, la fotografia notturna può essere un ottimo strumento per "costringere" ad uscire quando normalmente il resto della gente si dirige verso il letto :-).

Già! perchè la fotografia delle stelle, per quanto affascinante, è dura da affrontare. E non dal punto di vista dell'attrezzatura, quanto dalla forza d'animo di affrontare condizioni fuori dal comune.

L'inverno, tramontando presto, permette di uscire a orari tutto sommato accettabili, ma di contro le temperature posso essere molto rigide, e ad altitudini medio-elevate la necessità di indumenti adatti diventa una condizione assolutamente necessaria.
L'estate, di contro, regala temperature decisamente più miti ma per fare delle buone foto notturne bisogna uscire ad orari veramente tardvi.

Un altro fattore complicante è l'inquinamento luminoso. Per chi vive (come il sottoscritto) vicino a zone molto urbanizzate, fare foto notturne significa macinare molti chilometri per arrivare in zone con una buona visibilità.

Allo scopo ritengo siano molto utili le MAPPE IL (Inquinamento Luminoso) disponibili in Internet per Google Earth. Poichè non sono facilissime da trovare le ho caricate sul mio server e le metto a disposizione qui per il download.
Google Earth -> link
Mappe IL -> link

Le zone in cui scatto le mie foto notturne rientrano in genere nelle zone blu scuro o addirittura grigie. Sono indiscutibilmente le zone dove si ottengono i migliori risultati, ammesso di avere un cielo terso e sereno.
Nelle zone azzurre o verde acqua si possono comunque scattare delle buone foto, ma diventa problematico abbassare l'inquadratura al di sotto di una trentina di gradi dall'orizzonte.
Questo perchè l'inquinamento luminoso presente in quelle zone crea un bagliore molto forte che, se rientra nell'inquadratura, può facilmente portare alla sovraesposizione in quella zona della foto.

Un'altro fattore a cui prestare attenzione è la direzione in cui dirigete il vostro scatto.

Anche se siete in una zona a basso inquinamento luminoso, se davanti a voi c'è una ampia distesa pianeggiante in direzione di grandi centri abitati, e voi scattate in quella direzione, facilmente la luce delle città "brucerà" la vostra foto.

La foto a lato è stata scattata appositamente come esempio di quanto appena descritto. La location della foto era all'interno di una zona blu scuro (con riferimento alle mappe IL), e quindi con un'ottima visibilità nella posizione dov'ero, ma la composizione è stata fatta in direzione di grandi centri abitati le cui luci, per quanto distanti decide di chilometri, hanno bruciato la foto.

 

Infine, per prevedere quando sia metereologicamente preferibile recarsi in un determinato luogo, consiglio vivamente il sito www.meteoblue.com. La comprensione dei grafici non è proprio immediata, ma essendo uno strumento professionale i dati sono molto attendibili. Riguardo strettamente la visibilità notturna io utilizzo molto la sezione SEEING, che riporta appunto le previsioni di visibilità e nuvolosità di un determinato luogo. L'accesso alle previsioni è a pagamento, ma la parte di consultazione del giorno in corso è ad accesso gratuito.

 

LA TECNICA

Il mio personale approccio alla fotografia delle stelle è un approccio "paesaggistico". Mi piace immortalare una porzione grande di cielo, includendo anche soggetti in primo o secondo piano, allo scopo di infondere in chi guarda quella stessa sensazione di vastità che permea la mente di chi osserva a occhio nudo la volta celeste.
Ritengo che l'addentrarsi in profondità alla scoperta di quell'incredibile distesa senza orizzonte sia un argomento indiscutilmente affascinante, ma allo stesso tempo disorientante.
Per "penetrare il cielo" sono necessarie conoscienze e strumenti molto specifici, e questi argomenti sono propri di ambiti più tecnici quali l'astrofotografia e l'osservazione a telescopio.

Il primo principio, banale ma fondamentale, che sta dietro la fotografia delle stelle è: "la terra ruota!".
E' un postulato ovvio e scontato, ma vedremo quanto questo semplice concetto sia importante al nostro scopo.

Guardando a occhio nudo le stelle, infatti, tutto sembra immobile, eterno, e non abbiamo nessun riferimento visivo che ci faccia realmente percepire il moto costante che governa l'universo.
Attraverso la fotografia, invece, le cose cambiano.

Nel momento in cui scattiamo una foto, infatti, creiamo una "mappa" precisa di come appare il cielo in quell'istante. Da lì in poi il lento movimento di rotazione terrestre farà si che le stelle si "spostino" piano piano all'interno della nostra fotografia. Data l'enorme distanza, il movimento non è immediatamente percepibile, ma esiste comunque un tempo "limite" a cui dobbiamo attenerci per far si che le stelle risultino puntiformi nella nostra foto.

Questo tempo limite dipende strettamente dal valore di focale che stiamo utilizzando, e da una variabile numerica assoluta.
L'equazione prende il nome di "REGOLA DEL 600" :

T = 600 / F , dove F è la focale equivalente che stiamo attualmente utilizzando.

Se quindi scatto con una focale di 10mm su sistema APS-C Nikon (che ha un fattore di moltiplicazione di 1.5x) il calcolo sopra riportato mi dice che il mio tempo di scatto massimo sarà di 40s (600 / 15).

Chiaramente questa formula è da "prendere con le pinze", perchè in realtà il "mosso" delle stelle dipende anche da altri fattori, quali la loro distanza dalla terra e la loro distanza dalla stella polare, per cui facilmente ci saranno ai lati delle stelle che appariranno comunque come delle "scie". Infatti si legge spesso di utenti che invece del numero 600 utilizzano 550, o addirittura 500. Inutile discutere! hanno tutti ragione! :-)
Con ogni calcolo ci saranno solamente più o meno stelle puntiformi.
Personalmente ritengo che la cosiddetta "regola del 600" sia un "ottimo compromesso".

 

LO STARTRAIL

Come ogni buona regola però anche quella sopra esposta ha le sue eccezioni. La più importante di queste eccezioni è sicuramente quella di voler consapevolmente sfruttare l'effetto delle "scie" delle stelle a fini creativi.

L'effetto della "striscia" di stelle viene normalmente chiamato STARTRAIL.

Per realizzarlo basta effettuare uno scatto molto lungo, in assenza di luci predominanti al di fuori di quella delle stelle per evitare la sovraesposizione.

Più lungo sarà lo scatto, più lunghe saranno le strisce. Non esistono limiti, se non quello degli orari di tramonto e alba. :-) , ma in genere dipende anche dal tipo di foto che stiamo realizzando.

Se stiamo fotografando un particolare di cielo con un teleobiettivo, sarà sufficiente un tempo relativamente corto a far si che la "striscia" percorra l'intero frame. Se utilizziamo un grandangolo, invece, per far si che le strisce conferiscano un effetto piacevole dovremo attendere anche diverse ore.

Un altro fattore che è bene considerare nella realizzazione degli startrail è il fatto che non tutte le stelle si muovono allo stesso modo. Possiamo anzi dire che tutte le stelle "ruotano" attorno ad un'unica stella: la stella polare (o la croce del sud se siete nell'emisfero australe :-))
Durante la notte, quindi, il movimento delle stelle apparirà come un insieme di cerchi concentrici verso un punto fisso, appunto la stella polare.

Chiaramente non con tutte le macchine fotografiche è bene fare una singola esposizione così lunga. L'esposizione prolungata porta al surriscaldamento del sensore per cui, a meno di condizioni climatiche estremamente rigide, bisogna stare attenti. In genere le macchine fotografiche reflex Full Frame , avendo un sensore più ampio, hanno un surriscaldamento estremamente contenuto per cui non sussistono problemi anche in esposizioni di ore ed ore.

Nelle reflex APS-C, invece, è preferibile adottare un'altra strada. Questa strada è percorribile grazie all'incredibile contributo che un ragazzo tedesco di nome Achim Schaller ha donato al mondo! Un software, gratuito, con cui "assemblare" una lista di foto scattate in sequenza, così da creare una foto unica con il nostro desiderato startrail.

Il software (in inglese) è scaricabile al seguente indirizzo: http://www.startrails.de/html/software.html

Utilizzando questo software, il miglior risultato è ottenibile realizzando un numero di scatti tutti uguali, senza pause tra uno scatto e l'altro.
E' importante che non vi siano pause per non craere "buchi" nelle strisce.

A tal fine consiglio di utilizzare uno strumento come il Nikos Timer Phottix , di cui ho già parlato qui